Da Piazza di Spagna a Santa Maria Maggiore

Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Quirinale, Piazza Barberini, piazza Repubblica, Santa Maria Maggiore

Con la linea A della metropolitana arriviamo direttamente a Piazza di Spagna. Ha una forma particolare, che vista dall'alto sembra una farfalla. Dal XVI secolo fu il luogo di ristoro e di riposo per i viandanti e gli artisti che provenendo da nord: entravano in città dalla vicina Porta del Popolo (in piazza del Popolo) e trovavano accoglienza nelle numerose locande e alberghi nati proprio intorno alla piazza. La chiesa di Trinità dei Monti, fondata dai francesi, conserva opere di Giovanni da Volterra (il pittore che censurò le nudità del Giudizio Universale della Cappella Sistina, opera somma di Michelangelo). Proseguendo per la stessa via arriviamo alla terrazza del Pincio, da cui si gode uno stupendo panorama, e Villa Borghese. Qui ci torneremo... Il parco di villa Borhgese, e Galleria Borghese meritano una visita specifica e almeno un bel pomeriggio intero! Ora, non ci soffermiamo, ci attende un lungo percorso...! Scendiamo la scalinata e imbocchiamo via Condotti, centro dello shopping di lusso, e di locali anche antichi, come il Caffé Greco, aperto nel 1760, e frequentato negli anni da numerosi artisti importanti. Se riuscirete a superare via del Corso senza farvi troppo tentare dalle gioie dello shopping, risalite con noi via del Tritone, svoltiamo a destra, a metà circa e... viviamo un'emozione improvvisa, inaspettata e grandiosa: dopo un vicoletto stretto si apre davanti una delle opere più riuscite che il genio artistico umano abbia mai prodotto:

la Fontana di Trevi. La fontana è un gioiello di acqua e di pietra che nasce tra i palazzi antichi della città. Il suo nome è dovuto all'incontro di tre vie in quello stesso punto. La sua realizzazione fu lunga e piena di difficoltà, nata da un progetto di Bernini e terminata poi da Nicola Salvi. Se volete godervi la fontana senza folla intorno, però, scordatevelo, perché c'è solo un momento nell'arco delle 24 ore in cui potete sperare di essere soli: verso le 4 del mattino! Avete lanciato la monetina? bene, avanti ora... proseguiamo per il Quirinale. Il colle, dopo l'abbandono in epoca medievale visse un nuovo splendore alla fine del XVI secolo, quando cominciò una nuova urbanizzazione dell'area con la creazione di nuove vie e la costruzione di nuovi palazzi. Il palazzo fu residenza papale estiva, e oggi invece ospita la Presidenza della Repubblica italiana. E' ora di proseguire. Imbocchiamo via XX Settembre, e all'incrocio con via delle Quattro Fontane, troviamo quattro piccole fontane che rappresentano divinità sdraiate: il Tevere con la lupa, il Nilo, Giunone e Diana.  

Scendiamo fino ad arrivare a Piazza Barberini. Il sontuoso palazzo omonimo ospita la Galleria Nazionale di Arte Antica, che raccoglie i dipinti dal XIII al XVIII secolo. Su questa piazza nel XVI secolo venivano esposti i cadaveri senza identità in modo che il popolo potesse eventualmente identificare parenti o amici scomparsi. Dalla piazza, adornata dalla Fontana del Tritone (opera di Bernini), nasce anche Via Veneto, famosa negli anni '60 per i numerosi alberghi di lusso e i tanti bar notturni della "dolce vita". Imbocchiamo Via Barberini e visitiamo Largo di Santa Susanna, dove sorge l'omonima chiesa barocca, e la Fontana del Mosé.

Giungiamo finalmente in una piazza elegante, piazza Esedra (o piazza Repubblica). Le Terme di Diocleziano, costruite dal 296 al 306 d.C.  erano più grandi di quelle di Caracalla e potevano ospitare più di tremila bagnanti (si estendevano da Piazza della Repubblica, Piazza dei Cinquecento e le vie intorno). Ciò che resta delle Terme ospita oggi il Museo Nazionale Romano e la chiesa di Santa Maria degli Angeli, realizzata da Michelangelo e poi modificata parzialmente nel
XVIII secolo da Vanvitelli. Cominciamo ad avere i piedi un pò stanchi... Ma per fortuna siamo quasi tornati al Rhome86 per una bella doccia!

prima però... facciamo una piccola tappa a Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche "madri" della città. Commissionata da Papa Liberio che secondo la leggenda nel 356 vide in sogno la Madonna, la quale gli indicò dove costruire la chiesa
tramite un'insolita nevicata estiva, che avvenne sul colle Esquilino (da qui il suo appellativo di Santa Maria della Neve o anche Basilica Liberiana). Una sua particolarità è dovuta alla campana detta "La Sperduta", in merito ad un fatto che risale al XVI secolo: una pastorella (che si dice fosse cieca) si era persa nei prati intorno all'Esquilino, pascolando il suo gregge; era ormai sera quando furono fatte suonare le campane della Basilica perché i rintocchi la guidassero a casa. La pastorella non tornò mai più ma le campane continuano a chiamarla alle 21 di ogni sera. Da qui il rito serale detto appunto della "Sperduta"! Vogliamo andare a mangiare in una delle ottime trattorie della cucina tipica romana qui in zona? Prego, accomodatevi! Trattoria Monti: via Carlo Alberto. Trattoria Angelino: via Machiavelli 64. Vecchia Roma: via Ferrucio. Danilo: via Petrarca.



 

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